Richard Long

Dalla fine degli anni Sessanta Richard Long identifica l’attività artistica con lo svolgimento di un’azione elementare come il camminare nell’ambiente naturale, registrando tramite grafici e fotografie l’azione stessa e le modifiche che il comportamento ha operato nell’ambiente. Tali modifiche si identificano con la creazione di forme geometriche semplici attraverso l’uso di pietre o di altri elementi trovati. Nel 1967 Long, per esempio, attraversa un prato in modo che il suo passaggio lasci una traccia nell’erba fino a diventare una linea retta. La scelta di operare in paesaggi incontaminati (la campagna inglese, i monti dell’Himalaya, i deserti, le strade sterrate africane, gli altopiani in boliviani) vale come critica rivolta alla separazione tra natura e cultura su cui si fonda la nostra civiltà, ed esprime la volontà di recuperare un contatto diretto con la natura intesa come matrice di forma e di linguaggio.
Wind Line Walk (Cammino della linea del vento), 1992, e Sella Circle. An Eight Days Walk in the South Tirol, Italy (Cerchio di Sella. Una camminata di otto giorni nel Sud Tirolo, Italia), 1996, sono due esempi di come l’artista documenta le sue camminate nell’ambiente naturale, attraverso segni grafici che creano una sorta di mappa dei venti dei percorsi fatti, o fotografie che attestano l’effimera scultura realizzata in loco costruendo un cerchio di pietre. Questi ultimi sono fra i lavori più noti di Long, che usa anche trasportarli e ricostruirli negli spazi espositivi. È il caso del grande cerchio di pietre di Romulus Circle (Cerchio di Romolo), 1994, composto da pietre di tufo trovate nel Lazio. Delineare una forma geometrica pura è un atto eminentemente intellettuale, che in Long si mostra però radicato nel mondo organico e non aprioristicamente astratto da esso. La geometria viene vissuta dall’artista come un modo di comunicare universale e primario, che ricorda quello delle più antiche civiltà.
Lo stesso principio governa Rivoli Mud Circle (Cerchio di fango di Rivoli), 1996, ottenuto manipolando direttamente il fango in modo da disegnare alla parete un grande cerchio composto dall’impronta della mano dell’artista, in un coinvolgimento diretto di tutto il corpo all’atto creativo.
Waterline (Linea d’acqua), 1989, è una striscia in vinile nero lunga 22 metri, sulla quale ha realizzato un ininterrotto intervento pittorico, lasciando cadere dall’alto del colore acrilico bianco, manifestando così il ritmo biologico primario del corpo che segnala il suo puro ritmo vitale colto nell’atto di divenire linguaggio.

[G.V.]

Opere