Helmut Newton

Prolifico ritrattista, ma soprattutto celebre per le sue fotografie di moda, Helmut Newton si è imposto grazie a immagini che uniscono scenari da jet-set internazionale, sessualità esplicita e sottile ambiguità emotiva. Quando intervistato, Newton ha più volte dichiarato di essere essenzialmente un voyeur, caratteristica che ritiene imprescindibile dalla natura stessa della fotografia.
Le fotografie in collezione sono state commissionate a Newton da giornali di moda nel corso degli anni Ottanta. Per fotografare due abiti da sera Newton ha scelto come ambientazione la piscina Deligny, al centro di Parigi. Il fotografo ha detto di essere affascinato dalle piscine metropolitane, dall’immediato contrasto fornito dai succinti costumi da bagno esibiti sullo sfondo dei palazzi e del traffico cittadino. At the Piscine Deligny, Paris (Alla piscina Deligny, Parigi), 1978, scattata per l’edizione francese di «Vogue», accentua il carattere artificiale della piscina al centro della città, inserendo l’elemento incongruo delle modelle vestite, in pose plastiche che contrastano con la rilassatezza degli avventori della piscina. Newton ha osservato che la piscina Deligny è un interessante spaccato sociologico urbano, che riunisce nella sua popolazione di bagnanti persone della più varia natura, dagli uomini che guardano e si fanno guardare, allo strillone che vende i giornali, alle donne che trascorrono un’ora al sole prima di rientrare in ufficio.
Nella fotografia In a Private Apartment, Paris (In un appartamento privato, Parigi), 1980, l’immagine è strutturata come profondità: la visione prospettica di Newton prende virtualmente possesso dei vari piani che compongono la scena ambientata in un salone riccamente arredato. In primo piano una coppia: un uomo aiuta la sua compagna ad allacciare, o forse slacciare, un vestito da sera. Una forte luce li isola dal resto della scena. Dietro, nella penombra, due donne riprese di spalle guardano la proiezione di una pellicola erotica. Distaccato, un altro uomo siede sprofondato in un divano. L’intera scena mette lo spettatore nella condizione di diventare voyeur suo malgrado, attirato nella situazione dallo sguardo felino e dalla scollatura generosa della modella in primo piano. È stato osservato che le fotografie di Newton hanno attinenze con le fotografie di polizia o dei fotoreporter: una luce forte, quasi un flash, illumina il soggetto principale, lasciando nel buio i dettagli meno rilevanti.
The Brandenburg Gate and the Berlin Wall (La porta di Brandeburgo e il muro di Berlino), 1987, riprende una modella che posa di fronte alla porta di Brandeburgo, il celebre monumento che simboleggia l’origine dello Stato tedesco. Lo sguardo e la posa della donna trasmettono l’inquietudine del luogo, proprio a ridosso del muro di Berlino, ancora esistente quando l’immagine è stata scattata.
In occasione dell’apertura al pubblico della Manica Lunga, nell’autunno del 1998 Newton ha realizzato una serie di fotografie incentrate su questo edificio originariamente costruito come pinacoteca di Casa Savoia. Affascinato dall’architettura che caratterizza il complesso museale di Rivoli, Newton ha scattato una serie di immagini dedicate agli spazi interni ed esterni, sottolineando attraverso un impiego drammatico del bianco e nero i volumi architettonici dell’edificio.

[M.B.]

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