Lynda Benglis

  • opere
  • lavoro
  • biografia
  • bibliografia
  • mostre
    • The Amazing Bow Wow (Lo stupefacente Bow Wow)

      The Amazing Bow Wow (Lo stupefacente Bow Wow)

      1976

      video, colore, sonoro, 32′

      Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo

       

       

    • How’s Tricks (Come butta?)

      How’s Tricks (Come butta?)

      1976

      colore, sonoro, 33’45”

      Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo

       

    • Female Sensibility (Sensibilità femminile)

      Female Sensibility (Sensibilità femminile)

      1973

      video, colore, sonoro, 14′                   

      Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo

       

    • Now (Adesso)

      Now (Adesso)

      1973

      video, colore, sonoro, 10′                                               

      Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo

       

    • Mumble (Borbottìo)

      Mumble (Borbottìo)

      1972

      video, bianco e nero, sonoro, 20′                                            

      Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo

        

  • Lynda Benglis ha prodotto un corpus di opere-chiave negli anni delle rivendicazioni femministe fra la degli fine anni Sessanta e l’inizio dei Settanta. Immediato e viscerale, l’approccio ai lavori di Benglis confronta lo spettatore con temi quali la rappresentazione delle donne, il ruolo del pubblico, l’esplorazione della sessualità femminile, nonché con un discorso sulla produzione delle immagini in movimento alla luce delle nuove e radicali pratiche di produzione audiovisiva emergenti a quel tempo. Nella seconda metà degli anni Sessanta, Benglis sviluppa e sperimenta una pionieristica ricerca su forme a metà fra pittura e scultura che implicano masse plastiche formatesi dalla solidificazione di schiume in poliuretano dai colori accesi. Tali forme venivano realizzate e depositate direttamente sui pavimenti, in modo da risultare come se stessero ancora colando o espandendosi. Questi lavori, se da un lato si riallacciavano all’interesse del tempo per un lavoro processuale, contraddistinto dall’uso di materiali industriali all’epoca sconosciuti nel contesto artistico, allo stesso tempo già indicavano il forte orientamento dell’artista, interessata a sovvertire il prevalente, severo razionalismo del Minimalismo (fortemente dominato da figure e procedure maschili) dedicandosi a realizzare forme plastiche dal forte impatto metaforico legato a forme dell’anatomia e della natura femminile.
    Durante tutti gli anni Settanta, Benglis esplora e allarga la sua ricerca sull’identità e la sessualità femminile, rendendole un tema esplicitamente dominante nelle sue opere audiovisive. Dall’interesse per le forme umane nei suoi lavori scultorei, la ricerca trova nuove direzioni in una serie di video analitici e auto-riflessivi. Attraverso un uso diretto e di forte impatto fisico, Benglis testa e sperimenta le proprietà e i limiti del mezzo video, interessandosi ai processi e alle modalità tecniche fondamentali, quali, ad esempio, il riprendere più volte materiali già girati sul monitor, manipolandone le immagini sullo schermo, o lavorando sulle sovrapposizioni-disgiunzioni fra traccia audio e video. Adoperando la propria presenza fisica e spesso creando multipli della propria immagine, Benglis ha messo in questione la relazione del proprio Io con il corpo, lavorando specificamente sulle interrelazioni fra realtà interiore e realtà esterna, attenta alle implicazioni culturali e antropologiche di una lettura che si interessi ai rapporti fra le idee concernenti la natura e la cultura al femminile. [F.B.]

    Elenco opere

    Mumble (Borbottìo), 1972
    video, bianco e nero, sonoro, 20′
    Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
    Posti di profilo, di fronte a un video di Robert Morris, Linda Benglis e suo fratello Jim eseguono gesti ripetuti, mentre si ode una narrazione, in voce fuori campo della stessa artista, di affermazioni ambigue e disorientanti, sempre più prossime a un flusso ripetitivo inintelligibile.

    Now (Adesso), 1973
    video, colore, sonoro, 10′
    Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
    Nel suo primo video a colori, Benglis sperimenta le potenzialità dei colori non naturali, aumentandone la saturazione fino a raggiungere una notevole artificialità e contrastando così l’idea comune del video quale mezzo imparziale. Per tutta la durata del lavoro, Benglis domanda “Ora?” e “Vorresti dirigermi?”, ripetendo istruzioni come “Accendi la videocamera” e “Ho detto: comincia a registrare.” Esegue intanto smorfie e versi in reazione ad altre sue immagini su un monitor.

    Female Sensibility (Sensibilità femminile), 1973
    video, colore, sonoro, 14′
    Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
    In colori forti e accesi, il video presenta due figure femminili fortemente truccate che a turno si prendono cura l’una dell’altra, accarezzandosi a lungo e baciandosi intensamente. La sensazione è che si espongano all’occhio della videocamera come punto di vista privilegiato.

    How’s Tricks (Come butta?), 1976
    colore, sonoro, 33’45″
    Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
    Il lavoro presenta una mescolanza di performance dal vivo, interviste e vari materiali televisivi che toccano da vicino la struttura inerente alla produzione dei mass media. Il discorso sviluppato, pur frammentario, tocca in realtà i fondamenti alla base del processo di creazione artistica. In una radicale decostruzione dell’illusorietà comunicativa, questo video sviluppa una ricerca sui ruoli e le relazioni fra artisti, rappresentazione e pubblico. All’immagine dell’artista che discute con il suo collaboratore Stanton Kaye, ne sono alternate altre dai preparativi per il discorso d’addio del Presidente Richard Nixon, di un comico e presentatore televisivo che viene interrotto dai tecnici del suo stesso studio televisivo, e di Rita Hayworth che danza estaticamente in un nightclub.

    The Amazing Bow Wow (Lo stupefacente Bow Wow), 1976
    video, colore, sonoro, 32′
    Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
    Lavoro con una più marcata struttura narrativa, questo video descrive le avventure e
    disavventure di un cane parlante ermafrodita (messo in scena come un pupazzo animato gigante) che viene regalato a Rexina e Babu, artisti di circo.
    La straordinaria intelligenza del cane lo spingerà sempre più vicino a Rexina, portando il sempre più geloso Babu a tentare di castrarlo. Girato in una varietà di esterni e con impiego di costumi, trucchi e musiche composte per l’occasione, il lavoro cela in realtà un’amara metafora sui rischi della spettacolarizzazione, unita a una rilettura dei temi edipici.